Prevenzioni incendi fire

Parere di Conformità Antincendio

Riferimenti Normativi
D.Lgs. 81/08 – DM 37/98 – DM 11/05/98

Target
Tutte le attività comprese nel DM 16/02/82, circolare MI.SA n° 25 ovvero tutti i depositi e le industrie pericolose rientranti nelle 97 attività soggette alle visite ed ai controlli di prevenzione incendi (vedi ultimi aggiornamenti).

Sanzioni
In caso di inadempimento, il datore di lavoro è punibile con arresto fino a 3 mesi o ammenda da € 260 a € 1.000 circa.

Servizio

Il servizio prevede la presentazione di una pratica ai VV.F per le 97 attività soggette e comprese nell’elenco del Decreto dell’82. Il progetto presentato al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco per la propria attività, al momento dell’approvazione, consentirà al titolare di realizzare le opere contemplate all’interno del progetto. Questa pratica è prevista per le nuove attività, per le ristrutturazioni, gli ampliamenti o le modifiche e per le attività esistenti che non abbiano mai proceduto in tal senso.

Pagamento del bollettino di versamento a mezzo di conto corrente postale a favore della Tesoreria Provinciale dello Stato ai sensi delle Legge 26 Luglio 1965 n° 966, rilasciato dall’ufficio prevenzione, per l’esame dell’attività soggetta, che potrà essere comunicato o dal professionista incaricato o dal comando stesso.

Il progetto presentato viene esaminato entro 60 giorni dai tecnici competenti del Comando VV.F. e può essere derogato una volta soltanto di 30 giorni per eventuali complessità progettuali.

Nuove procedure di Prevenzione Incendi LEGGE 151

Il 7 ottobre 2011 è entrato in vigore il DPR n. 151 del 01/08/2011, “Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi”.
Con questo decreto la prevenzione incendi cambia radicalmente, anche se il nuovo regolamento appare essere simile alla procedura che era vigente in precedenza. Il nuovo decreto abroga completamente sia il D.P.R. n. 37 del 12/01/1998 che il D.M. 16/02/1982 (concernente la determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi), introducendo nel suo Allegato I un nuovo elenco di attività soggette ai controlli dei VV.F. che passano da 97 (previste dal vecchio D.M. 16/02/1982) a 80: molte sono modificate ed in alcuni casi sono inserite nuove attività.
Uno dei punti più importanti del DPR 151 riguarda le sanzioni penali: con il nuovo regolamento, infatti, chi non presenta una domanda o una segnalazione pur avendone l’obbligo è soggetto alle sanzioni penali previste dal D.Lgs 139/2006 [arresto sino ad un anno o ammenda da 258 euro a 2.582; il prefetto inoltre può disporre la sospensione dell’attività nelle ipotesi in cui i soggetti responsabili omettano di richiedere il rilascio ovvero il rinnovo del certificato di prevenzione incendi].
Il DPR 151 pone sotto il regime dell’autocertificazione (cioè della SCIA – segnalazione certificata di inizio attività) le attività che costituiscono la maggior parte di quelle considerate “più pericolose per incendio o esplosione”. Le attività soggette al controllo preventivo dei Vigili del Fuoco sono elencate nell’Allegato I del decreto, distinte in tre categorie: A-B-C.
Nella categoria A sono state inserite quelle attività dotate di “regola tecnica” di riferimento e contraddistinte da un limitato livello di complessità, legato alla consistenza dell’attività, all’affollamento ed ai quantitativi di materiale presente.
Nella categoria B sono state inserite le attività presenti in A, quanto a tipologia, ma caratterizzate da un maggiore livello di complessità, oltre alle attività sprovviste di una specifica regolamentazione tecnica di riferimento, ma comunque con un livello di complessità inferiore al parametro assunto per la categoria “superiore”, cioè la C.
Nella categoria C sono state inserite le attività con alto livello di complessità, indipendentemente dalla presenza o meno della “regola tecnica”, soggette a Certificato di Prevenzione Incendi.
In base alla classe in cui ricadono (A, B o C), le attività pericolose per incendio o esplosione avranno iter diversi per l’approvazione:

  • per le attività a basso rischio, viene eliminato il parere di conformità e sarà sufficiente utilizzare la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA). I controlli successivi all’avvio delle attività saranno effettuati a campione entro 60 giorni;
  • per le attività a medio rischio, la valutazione di conformità dei progetti ai criteri di sicurezza antincendio si dovrà invece ottenere entro 60 giorni. Per avviare l’attività sarà sufficiente presentare la SCIA e i controlli successivi saranno effettuati a campione entro 60 giorni;
  • per le attività ad alto rischio, la valutazione di conformità dei progetti ai criteri di sicurezza antincendio si dovrà anch’essa ottenere entro 60 giorni. Per avviare l’attività sarà sufficiente presentare la SCIA e i controlli successivi saranno effettuati entro 60 giorni.Per quanto riguarda i rinnovi dei CPI, tutti sono soggetti a rinnovo quinquennale, ad eccezione delle attività di cui ai numeri 6, 7, 8, 64, 71, 72 e 77 dell’elenco di cui all’Allegato I, per le quali il Certificato di Prevenzione Incendi ha durata pari a 10 anni. In ogni caso il rinnovo avviene mediante dichiarazione di “situazione non mutata”, in modo del tutto analogo a quanto già previsto dal DPR n. 37 del 12.01.1998.